L’olio nell’alimentazione dello studente può essere un valido aiuto? Concentrazione, tenacia, pazienza, impegno, autodisciplina… frequentare la scuola e studiare è faticoso, soprattutto per ragazzi e giovani che, alla loro età, avrebbero voglia di svagarsi in ben altro modo. Ma la fatica dello studio può essere alleviata e può dare migliori risultati scolastici grazie a un amico inaspettato: il cibo. Intendiamoci, sono lontani i tempi in cui la fantasia popolare suggeriva di magiare pesce, ricco di fosforo, per migliorare le prestazioni mentali, ma non c’è dubbio che alcuni alimenti, primi tra tutti gli oli, possano davvero essere un validissimo sostegno nella dieta per lo studente.

C come cibo – C come cervello

Come tutti gli altri organi anche il cervello lavora, produce, rinnova le parti usurate, e tutto questo lo fa grazie al cibo. Nonostante le sue modeste dimensioni (il suo peso corrisponde più o meno al 2% del nostro peso corporeo) si dimostra anche particolarmente esigente, basti pensare che utilizza da solo il 20% dell’ossigeno che respiriamo, bruciando parecchie calorie. Anzi, è tale l’importanza di nutrire bene il cervello che, quando il cibo scarseggia, l’organismo destina a lui per primo tutte le risorse, anche sottraendole agli altri organi. Se poi consideriamo che nel cervello non si accumulano scorte per soddisfare i suoi bisogni di energia e nutrienti, ecco che diventa importante non solo alimentarlo bene con una corretta dieta, ma anche con continuità.

Il giusto carburante

Ma qual è l’alimentazione migliore per assolvere al faticoso lavoro di pensare e studiare?
In realtà, più che di “zucchero”, come sosteneva una vecchia pubblicità, il cervello ha bisogno di carboidrati, perché il suo carburante principale è il glucosio, che l’organismo dovrebbe formare per lo più dai carboidrati complessi dei quali sono ricchi il pane, la pasta, il riso, i cereali in genere, le patate e i legumi.
I carboidrati, però, non sono le sole sostanze di cui la mente ha bisogno: soprattutto nei momenti di superlavoro e nei periodi di stress, si rivela fondamentale anche un giusto apporto di grassi, che l’organismo trasforma in sostanze particolari, dalle quali il cervello riesce a trarre un supplemento di energia e altri composti benefici.

Non solo energia

Soddisfatte le necessità energetiche, servono infatti quegli acidi grassi polinsaturi chiamati “essenziali” perché l’organismo non li sa sintetizzare e li deve ricevere già pronti con il cibo. Sono l’acido linoleico e alfa-linolenico, presenti in molti semi e oli di semi, e importanti per la salute di tutti gli organi, ma in particolare per il cervello, che li utilizza per la costruzione delle membrane cellulari: se questi acidi sono troppo scarsi, l’organismo ripiega su altri grassi che rendono però le membrane meno elastiche con conseguenze negative sulla loro funzionalità.
Non dobbiamo dimenticare poi che, oltre che essere nutrite, le cellule del cervello devono anche essere protette, e i primi nemici della mente sono quei radicali liberi che bombardano i tessuti cerebrali ossidandoli e danneggiandoli. Iniziare sin da giovanissimi a potenziare le difese antiossidanti dell’organismo vuol dire aiutare la mente e a funzionare meglio e garantirle un futuro di salute. Per riuscirci occorre per prima cosa puntare su un’alimentazione ricca di vitamine A, C ed E, chiamate “spazzini dell’organismo” proprio per la loro capacità di ripulirlo dai radicali liberi.

L’alimentazione dello studente: gli oli da portare in tavola

Il posto più importante, come grasso di condimento da utilizzare quotidianamente, spetta all’olio extravergine di oliva, che all’ottima qualità dei suoi acidi grassi unisce un importante contenuto di sostanze protettive antiossidanti, come i tocoferoli (vitamina E) e i polifenoli. Come dire che, oltre a fornire il materiale per costruire al meglio i nostri tessuti, ci regala anche le sostanze che servono a proteggerli e a mantenerli sani. Due cucchiaini di olio extravergine sul pane al mattino sono per lo studente un vero e proprio ricostituente naturale.
Decisamente valido è poi l’olio di semi di girasole: consumato a crudo in alternativa all’extravergine, si rivela una fonte privilegiata di acidi grassi “buoni” polinsaturi i quali, al di là della loro effetto protettivo nei confronti dell’apparato cardiocircolatorio, svolgono un ruolo positivo anche sulle capacità di attenzione e concentrazione.


Articolo a cura di Giorgio Donegani
Tecnologo alimentare, esperto in nutrizione ed educazione alimentare, è Consigliere dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari di Lombardia e Liguria. Già docente di tecnologie alimentari presso Food Genius Academy, ha insegnato per oltre quindici anni Merceologia degli alimenti e Legislazione igienico sanitaria presso il Politecnico del commercio di Milano. Ha presieduto la Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare e, come membro del comitato tecnico scientifico “Scuola e Cibo” del MIUR, ha partecipato alla stesura delle linee guida per l’educazione alimentare nella scuola italiana. Autore di diversi programmi nazionali di educazione alimentare, è consulente di importanti aziende del settore per la messa a punto di prodotti atti a sostenere un sano stile di vita. Membro di diversi comitati e associazioni scientifiche, viene chiamato a portare la sua esperienza come relatore in convegni e congressi a livello nazionale e internazionale, oltre che come docente di corsi EcM per medici, tecnologi e giornalisti. Collabora da anni con diverse testate sui temi della sicurezza alimentare e della sana alimentazione e ha ricevuto numerosi premi per la sua attività di divulgatore. Come esperto di sicurezza alimentare partecipa a diverse trasmissioni televisive e radiofoniche, ed è autore di oltre 30 libri sui temi dell’alimentazione pubblicati da diverse case editrici.


Scopri con Giorgio Donegani l’importanza dell’olio nella nostra alimentazione: guarda l’episodio “L’olio nell’alimentazione dello studente”.