La storia dell’olio da olive è più che millenaria. Dalle testimonianze sappiamo che fin dall’antichità gli uomini utilizzavano quest’alimento non solo in cucina, ma anche per alleviare alcuni malesseri. Già Galeno nel secondo secolo d.C. e Ippocrate nel IV secolo a.C. consideravano l’olio un toccasana per curare i mali legati all’apparato digerente.

Successivamente, nel Medioevo e nel Rinascimento, quest’ingrediente magico veniva utilizzato in diverse occasioni, dalla febbre alle infezioni, da rimedio per le scottature ad antidoto per alcuni veleni.

Insomma, all’olio da olive sono state riconosciute nei secoli tantissime virtù e la capacità di farci sentire meglio. Ma ciò che sorprende di più è che oggi la scienza ha confermato la sua efficacia nella prevenzione di alcuni malesseri.

E non a caso la nostra dieta è considerata la più sana al mondo secondo diverse ricerche, tra cui quella del famoso studioso americano Ancel Keys, che alla fine degli anni ’60 pubblicò i risultati di uno studio sulle abitudini alimentari in diverse zone del mondo: secondo i dati, i paesi dove si consumano maggiori quantità di grassi saturi sono quelli più predisposti a manifestare alcune “patologie” rispetto ai paesi mediterranei, in cui si assumono maggiormente alimenti come cereali, verdure, pesce e olio d’oliva. Infatti, oggi molti nutrizionisti consigliano un regime di questo tipo, prendendo come esempio proprio ciò che gustiamo noi ogni giorno.

Oggi, la nostra dieta è riconosciuta dall’Unesco come Patrimonio immateriale dell’Umanità, e negli anni sono state effettuate molte altre ricerche che legittimano il ruolo centrale dell’olio di oliva in una dieta equilibrata.